Come ottimizzare Lightroom
Sono stati pubblicati diversi articoli riguardo trucchi o tutorial su come migliorare le prestazioni di Lightroom. Uno dei più interessanti è sicuramente quello di Lloyd Chambers. Leggendo il vario materiale che si trova in rete si possono comunque sintetizzare i principali passi per ottenere un miglioramento di prestazioni :
1. Ottimizzare il catalogo
Il catalogo di Lightroom non è altro che un database dove tutte le varie modifiche, metadati e informazioni varie sono salvate. Con il tempo e le lavorazioni che si svolgono sulla libreria il database si troverà a perdere la sua organizzazione ottimale (è del tutto normale). Per ovviare a questo Lightroom include un comando per riorganizzare e ordinare i dati nel database. Ecco come fare :
- eseguire un backup del catalogo (nel caso qualcosa andasse storto)
- scegliere il comando Configurazione catalogo (catalog settings) dal menu Lightroom (in mac) o dal menu Modifica (in Pc)
- Sotto il tab Generale (General) scegliere il bottone Rilancia e Ottimizza (Relaunch and Optimize)
Il processo di ottimizzazione potrà richiedere qualche tempo in base alle dimensioni.
2. Acquistare un computer più prestante
Sembra assurdo ma in pochi anni i computer avanzano incredibilmente per quanto riguarda la potenza di calcolo e le prestazioni. Se il vostro workflow è pesantemente rallentato per la lentezza delle elaborazioni (ad esempio il calcolo delle anteprime) forse è bene pensare ad un aggiornamento del computer. Se per ora non intendete cambiare computer può tornarvi utile il punto 7 Potenziare il computer.
3. Disabilitare la scrittura automatica degli XMP
In molti articoli o libri si consiglia di tenere questa opzione attiva. Io sostengo che dipende molto dalla tipologia del vostro flusso di lavoro. Nel mio caso ad esempio la scrittura degli XMP non è essenziale e, dato che è un operazione che impatta negativamente sulle prestazioni di Lightroom, ho scelto di tenerla disattivata. Parleremo i prossimi giorni degli XMP in dettaglio, per ora vi assicuro che è una delle opzioni più onerose in termini di prestazioni. Se non usate gli XMP, o non sapere cosa siano, allora disabilitatela dal menu delle opzioni. Si trova nel pannello delle opzioni catalogo sotto il tab Metadati.
4. Chiudete gli altri programmi
Affermazione che può sembrare ovvia ma che potrebbe non esserlo. Chiudete le applicazioni e i programmi che non state utilizzando questo lascia più risorse a Lightroom. Nell’epoca odierna dove i computer hanno come scala di misura GB e TB forse l’economia sulle risorse non è più cosa comune; cosa invece automatica per chi ha iniziato con pc che avevano 512 Kb di RAM (nei migliori casi).
5. Spegnere il computer ogni tanto (specie per gli utenti mac)
Lasciare il computer in sleep invece di spegnerlo è utile (e per alcuni utenti che partecipano alle classifiche days-in-stop anche motivo di vanto) però è bene sapere che con il tempo le prestazioni del computer potrebbero risentirne. Allo spegnimento e al riavvio il sistema operativo esegue delle operazioni di pulitura e riorganizzazione delle risorse quindi un riavvio ogni tanto non può che far bene.
6. Renderizzare le anteprime prima che servano
Lightroom utilizza le anteprime nelle visualizzazioni della libreria. La creazione di anteprime partendo dai raw richiede tempo per questo può essere conveniente creare le anteprime durante l’importazione oppure lanciare la procedura di creazione delle anteprime nei tempi morti. Se si deve presentare una selezione ad un cliente può essere produttivo creare le anteprime prima dell’incontro in modo da non dover aspettare (anche se sono solo pochi secondi) durante la visione o la selezione delle fotografie.
7. Potenziare il proprio computer
Se non è il momento di cambiare il vostro computer, si può sempre valutare un aggiornamento. Ecco alcuni suggerimenti:
- Mantenere il software e il sistema operativo aggiornato
- Riservare spazio libero nell’hardisk del sistema operativo. Questo perchè la maggiorparte dei sisitemi operativi utilizzano la tecnica dello swap per determinate operazioni o quando la memoria RAM risulta scarsa. Si consiglia di non superare il 60% della capacità totale del disco primario.
- Evitate i programmini inutili. Hello kitty che balla sul desktop può essere anche simpatica, ma utilizza risorse utili del computer. Installare solamente i software che realmente utilizzate. Lo stesso vale per lo sfondo del desktop (cosa c’è di meglio di un grigio medio?).
- Scegliete un antivirus che non assorba il 90% della potenza del pc. Non voglio fare propaganda ma ci sono degli antivirus che sono terribilmente pesanti. Un altra cosa: scegliete un antivirus che faccia esclusivamente l’antivirus. Ci sono parecchie suite “security suite” etc che comprendono firewall, antispyware, controllo di installazioni etc… tutte cose abbastanza inutili. Installare un antivirus e il resto lo farà il buon senso.
- Eseguite le operazioni di routine per il sistema operativo. Su windows lanciate qualche volta la deframmentazione, su mac OsX lanciate qualche volta la riparazione dei permessi tramite Utility Disco.
8. Espandete la cache di camera raw in Lightroom
Di default la dimensione della cache di camera raw è di 1GB, in realtà si può espandere fino a 50GB. Si può quindi alzare il valore senza esagerare in base alle caratteristiche del vostro computer.
9. Controllate la dimensione del vostro catalogo
Rispetto a Lightroom 1.0 la nuova versione 2.0 riesce a gestire cataloghi molto grossi con buone prestazioni. Lightroom 3.0 punta molto su un ottimizzazione della gestione dei cataloghi quindi mi aspetto un altro miglioramento delle prestazioni. Questo non toglie il fatto che è bene avere coscienza delle dimensioni dei cataloghi con i quali stiamo lavorando. In principio si parlava di un limite ipotetico intorno alle 100.000 foto per catalogo, poi il limite è stato annullato. In ogni caso preferisco avere cataloghi che non superino le 50.000 foto. Ci sono varie filosofie sulla suddivisione dei cataloghi ma di questo parleremo in altri post.
Lightroom 3 beta
E’ stata rilasciata oggi la beta di Lightroom 3.0 sia per Machintosh che per Windows.La beta è disponibile come download gratuito sul sito Adobe Labs. Tra i cambiamenti principali, oltre alle migliorie in fatto di prestazioni e qualità nel motore di conversione raw, segnaliamo una revisione del modulo di importazione ed esportazione, controlli per la riduzione del rumore indipendenti rispetto al tool per il dettaglio e nuove funzioni del modulo slideshow che ora permette anche di esportare dei file in formato video.
Novità
Lightroom 3.0 è stato completamente ri-progettato per migliorare le prestazioni e la gestione delle librerie parallelamente ad un ottimizzazione del motore di conversione delle immagini in grado di garantire una qualità più alta. Nel modulo Libreria la fase di importazione è stata resa più intuitiva. Gli utenti possono facilmente specificare sorgenti e destinazioni dei loro flussi di lavoro. Oltre a questo anche la gestione dei preset è stata migliorata.
Il modulo libreria include anche una nuova funzionalità che permette di pubblicare delle collezioni direttamente su alcuni siti di photo-sharing come ad esempio Flickr. In questo caso gli utenti Flickr possono caricare direttamente le loro foto dalla libreria di Lightroom. Gli utenti pro di Flickr possono addirittura mantenere sincronizzate le informazioni delle fotografie in lightroom con quelle del loro profilo flickr condividendo le parole chiave ma anche i commenti lasciati dagli utenti.
Il modulo sviluppo presenta anch’esso delle migliorie. In primo piano è il nuovo motore di sviluppo che garantisce conversioni più precise e di maggiore qualità. Sono stati poi migliorati i moduli dedicati al dettaglio e alla nitidezza e inserito un nuovo modulo per la gestione del rumore. E’ stato introdotto anche un filtro che riproduce il rumore della grana delle pellicole, per chi nutre ancora il desiderio della fotografia analogica.
Per quanto riguarda le possibilità di esportazione sono state aggiunte delle cose interessanti come la possibilità di esportare un video con audio incluso, e delle nuove opzioni per configurare il watermark da apporre alle fotografie esportate.
La versione beta è scaricabile a questo indirizzo
http://labs.adobe.com/technologies/lightroom3/
Lightroom 2.5
Rilasciato il nuovo aggiornamento alla versione 2.5 di Lightroom. Aggiunto il supporto alle nuove fotocamere : Nikon D300s, Nikon D3000, Panasonic DMC-FZ35, Panasonic DMC-GF1 e Olympus E-P1. Oltre al supporto di queste recenti fotocamere son stati corretti alcuni bug generici e integrato nel motore ACR la correzione al rendering per immagini generate da sensori con filtro non convenzionale come introdotto precedentemente nella nuova specifica DNG.
L’aggiornamento, gratuito per chi possiede Lightroom 2, è scaricabile dalla sezione download del sito Adobe : http://www.adobe.com/downloads/updates/
RAID il luogo sicuro?
Con il crescere della risoluzione delle fotocamere il mantenimento dell’archivio non è più cosa banale.
Scrivo questo articolo semplicemente a scopo riflessivo, per sentire un po’ anche i vostri pareri a riguardo.
l backup non sempre può essere fatto in tempi brevi, e spesso può capitare di lasciare il disco di lavoro scoperto da backup. Fino a qualche settimana fa ero convinto che un RAID ( 4 dischi configurato in raid 5) fosse un sistema efficiente e sicuro come disco di lavoro. Si lavora tranquillamente senza essere costantemente assillati dalla necessità di lanciare un backup perchè, anche se si dovesse rompere un disco i dati restano utilizzabili. La probabilità di rottura di due dischi in contemporanea è molto bassa, la rottura del controller raramente pregiudica la lettura dei dati (restando sullo stesso produttore e modello di scheda). Tutto questo ci procura un po’ di tranquillità tra un backup e l’altro.
Questo fino a quando poche settimane fa un amico, causa un lieve sbalzo di tensione, si è ritrovato con il disco di lavoro non più leggibile. I dischi funzionano perfettamente, il raid anche. Il volume non è più leggibile. Lo sbalzo ha disorganizzato l’organizzazione di lettura dei dati, perdendo la mappatura dello stripe. Risutato ? Il volume non si legge anche se i dati sono presenti e di dischi funzionanti. Si certo, ci vuole il gruppo di continuità ok. Però un sistema venduto a quasi 2000 euro, e pubblicizzato per l’archiviazione sicura (RAID su 4 dischi) può essere cosi “fragile”? Evidentemente dopo la gara dei vari produttori al ribasso dei prezzi di questi dispositivi, si. Torniamo al nostro raid non accessibile, i costi di recupero vanno dai 4000 agli 8000 euro, sempre che qualcuno riesca a recuperare qualcosa.
La domanda che viene da porsi è : conviene investire in RAID spendendo se poi, in caso di problemi, un recupero viene a costare quando un utilitaria (o addirittura risulta impossibile) ? Meglio restare con hardisk normali e fare il backup dopo ogni lavorazione? Il problema è la scarsa qualità dei prodotti sul mercato?
Forse conviene davvero tornare ai classici hardisk mono-disco e utilizzare un software di backup.
Commenti e riflessioni sempre ben accetti.
Flickroom
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Fonte : Jumper News

