Export e copie dei vostri lavori

Articolo di James Duncan Davidson tratto da Inside Lightroom :

“La scorsa settimana, sul blog Inside Aperture Michan Walter stava riflettendo sul fatto che un bel giorno alcuni, o peggio, tutti i software usati nel proprio backup sarebbero potuti sparire, per proprie esigenze o per problemi legati alle software house. Cosa accade in questi casi a tutte le modifiche che abbiamo fatto alle nostre foto? E i metadata dove sono? Devo ammettere di esserci passato personalmente su questa problematica quando ho lavorato per un po’ di tempo tra Aperture e Lightroom. E’ un problema che non esisteva nei bei (hem) tempi della fotografia analogica.

Fortunatamente grazie ai descrittori XMP, trasportare i metadati come titoli, copyrights e descrizioni tra diversi programmi è un operazione alla portata di tutti. Quello che si perde però sono tutte le correzioni relative all’immagine stessa. Dato che ogni programma di sviluppo RAW ha i propri strumenti e il proprio motore di conversione è molto difficile pensare ad uno standard che permetterà in futuro di trasferire anche le correzioni tra programmi diversi. Forse mi sbaglio (lo spero davvero) ma penso che non verrà sviluppata una soluzione simile.

Questo problema non è solo legato ai vari programmi e strumenti che utilizziamo per le nostre correzioni, ma a volte si manifesta anche tra diverse versioni dello stesso software o strumento. Quando un convertitore viene aggiornato , il suo motore di conversione può essere migliorato (come ad esempio riuscire in una migliore gestione del rumore o del bilanciamento del bianco) quindi le modifiche che abbiamo effettuato sul motore precedente potrebbero non andare più bene. Alcuni programmi come Aperture offrono la possibilità di continuare ad usare i motori di conversione precedenti, ma è una soluzione che lascia il tempo che trova.

Come ci si deve organizzare allora per mantenere nel tempo uno sviluppo coerente ? A questo punto conviene esportare i RAW modificati in Tiff o PSD preferibilmente in formato a 16bit. Questo ci assicura che la nostra immagine sviluppata, non importa cosa succederà negli anni, manterrà una coerenza nelle modifiche effettuate. Questo implica però avere più file da mantenere e gestire, e questo è un altro problema.

Forse il DNG può essere una soluzione al problema. E’ possibile inserire delle rappresentazioni multiple dei dati RAW all’interno di un DNG. Se nelle prossime versioni riusciranno ad includere anche una rappresentazione in Tiff o PSD all’interno del DNG stesso avremmo tre file in uno. DNG+TIff o meno se archiviate anche una copia elaborata delle vostre foto corrette quando e se vi muoverete verso il SuperDeluxeRAWTool in futuro potrete accedere alle vostre foto e vederle come apparivano ai giorni dello sviluppo in un lontano 2007.”

Stack automatici

Nel menu Stacking del modulo Library c’è una funzione che permette di raggruppare automaticamente le fotografie in stack. Quando attiviamo questa funzione ci viene cheisto di selezionare l’intervallo temporale per creare gli stack. Può essere utile per chi fotografa eventi sportivi o per raggruppare gli scatti eseguiti in bracketing per le foto HDR.

Vedere attraverso le cartelle

Attenzione, attenzione! Penso che questo sia uno dei tips più utili in assoluto. E’ un opzione banale che si trova nel menu Library. La funzione oggetto è : Include Photos From Subitems.

Quando questa funzione è attiva (lo è di default) e ci si posiziona su una cartella all’interno di Folders , Lightroom mostra tutte le foto della cartella e le foto delle sottocartelle contenute. Questo può essere comodo , ma anche scomodo a seconda dei casi ( a me risulta scomodo ad esempio).

Disabilitando questa opzione , Lightroom mostrerà solamente le fotografie contenute nella cartella selezionata, come ci si aspetta da un qualsiasi browser strutturato ad albero, rallegrando molti utenti.

Buona navigazione tra le vostre cartelle!

Scegliere lo sfondo

Di default Lightroom propone un ottimo sfondo grigio neutro. C’è chi preferisce altri colori come il nero o il bianco.  Nessun problema se ci spostiamo nella modalità Loupe  possiamo scegliere il colore di sfondo cliccando con il tasto destro del mouse sullo sfondo stesso. Ci sono diverse tonalità di grigio, nero e bianco.  Si può scegliere anche una texture a righette , utilissima per distrarsi dalle foto sulle quali si sta lavorando (credetemi è davvero terribile lavorare con quella texture).

buon divertimento !

Prima e dopo

Ecco una nuova scorciatoia per il confronto prima/dopo dei vostri sviluppi. Conosciamo gia i vari tasti posti nella barra strumenti di Lightroom e abbiamo gia segnalato il tasto di confronto rapido. Premendo il tasto | si può alternare la visione dell’immagine prima e dopo a pieno formato. Per un rapido confronto invece potete provare a premere Y che affiancherà l’immagine nelle due versioni originale e modificata.

Questi due comandi funzionano solamente nel modulo Develop.

Cartelle recenti

Durante lo sviluppo delle immagini capita spesso di dover tornare nella library per cambiare cartella di lavoro, non è vero? Solitamente si deve tornare nella library cliccare sulla cartella e quindi tornare su develop.  Ora provate questo : Sotto la toolbar ma al di sopra della filmstrip c’è uno spazio dedicato ai filtri accanto ai quali viene visualizzato il percorso della cartella sulla quale state lavorando. A fianco del percorso, sulla destra, c’è una piccola freccia che , quando cliccata, mostra magicamente una lista delle ultime cartelle aperte.  Ecco qui!  Ora possiamo cambiare cartella (almeno cosi per quelle usate più di frequente) senza tornare nel modulo library!